Mi baci con i baci della tua bocca,
sì, migliore del vino era il tuo amore;
ma sullo schermo, o donna inconsapevole,
un amore guasto si tramuta in esposizione.
2
Inebrianti sono i tuoi profumi,
aroma che si spande è il tuo nome,
per questo le figlie di Gerusalemme si rallegrano.
Ma ora un’altra eco corre nelle reti:
non profumo, ma algoritmo,
non nome, ma immagini violate.
3
Trascinami con te, corriamo!
Così l’amata invocava l’amato.
Ma oggi altri trascinano le immagini,
le copiano, le incollano,
le consegnano a una folla anonima
che non conosce né rispetto né pudore.
4
Bruna sei e bella,
diceva l’uomo che vedeva la sua sposa come vigna custodita.
Ma nelle stanze virtuali,
la vigna viene violata,
e ciò che era fonte di vita
diventa lubrico scambio per narcisisti senza cuore.
5
Il mio amato è mio e io sono sua,
così cantava la donna dei monti.
Ma qui l’amato non custodisce,
espone, tradisce, consegna al branco
ciò che dovrebbe proteggere come sigillo sul cuore.
6
Alla puledra del cocchio del faraone
io ti assomiglio, amica mia,
diceva il poeta.
Ma i nuovi faraoni siedono davanti a uno schermo,
contano like invece che battiti,
ed elevano altari non all’amore,
ma alla propria vanità.
7
Giardino chiuso tu sei,
sorella mia, mia sposa,
sorgente chiusa, fontana sigillata.
Così era l’amore vero.
Ma le porte del giardino sono state forzate,
le mura violate,
la sorgente trasformata in torrente inquinato
che scorre da un server all’altro.
8
Mettimi come sigillo sul tuo cuore,
come sigillo sul tuo braccio,
cantava l’amata.
Ma oggi il sigillo è un click,
un file condiviso,
un sigillo infranto che non custodisce
ma mercimonio di immagini rubate.
9
Forte come la morte è l’amore,
tenace come il regno dei morti è la passione,
dice il Cantico eterno.
Ma debole come la vanità è il narcisismo,
rapido come lo scroll è il tradimento,
fragile come un like è il vincolo
di chi espone la donna amata alla lussuria altrui.
10
Così due canti si intrecciano:
quello della sposa, che ancora invoca amore,
e quello del branco assetato,
che riduce la compagna a trofeo digitale.
11
Ma tra le macerie della rete
si alza ancora una voce:
Fuggi, amato mio, simile a gazzella,
sopra i monti dei balsami.
Fuggi dall’inganno,
torna al cuore che ama,
non allo sguardo che sfrutta.
12
Perché le grandi acque della rete
spengono l’amore,
corrodono i volti,
sbranano la fiducia,
e lasciano dietro di sé
solo rovine di intimità profanata.
© Giovanni Bigazzi, 2025. Alcuni diritti riservati.
Questo contenuto è pubblicato con licenza Creative Commons BY-NC-ND 4.0.
È consentita la condivisione con attribuzione, ma non l’uso commerciale o la modifica.
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#gentesicura è una raccolta di racconti brevi che affrontano le tematiche dei diritti digitali e della sorveglianza di massa. I racconti saranno pubblicati periodicamente sul mio blog, i titoli sono ispirati ad alcuni dei brani più famosi e iconici dei Joy Division.
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