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La natura del dato genetico, cosa sappiamo del data breach di 23andMe

Ormai non passa giorno che non si abbia notizia dalla stampa di settore e perfino dalle cronache cittadine di nuovi data breach, notizia recente quella della vendita nel dark web di dati di un noto istituto di analisi fiorentino e fa certo scalpore che in queste violazioni siano coinvolte organizzazioni anche ben strutturate, ma certo il data breach di 23andMe , azienda leader del settore dei test genetici fai da te, lascia davvero stupefatti soprattutto per la facilità con la quale è stato perpetrato: l'attaccante non ha dovuto scrivere neanche una riga di codice! Cosa sappiamo? In una recente comunicazione agli iscritti è l'azienda stessa a fare luce sui fatti e a dare le prime indicazioni agli utenti, leggiamo insieme la traduzione in italiano del comunicato di 23andMe: Di recente abbiamo appreso che alcune informazioni del profilo, che un cliente crea e sceglie di condividere con i propri parenti genetici nella funzione DNA Relatives, sono state accessibili da singoli acco...

Fattore umano e cybersecurity

Come ben evidenziato dal rapporto di Europol " How COVID-19-related crime infected Europe during 2020 ", la pandemia e la situazione emergenziale che ne è derivata è stata una grossa opportunità per il crimine informatico con un forte aumento delle attività fraudolente già a partire dai primi mesi del 2020. Possiamo così affermare che la pandemia non è stata solo un rischio per la salute ma anche per la sicurezza informatica. Tra i fattori che hanno portato a questo aumento vi è la rottura del consueto perimetro di cybersecurity aziendale che si è frammentato in un perimetro allargato, ubiquo, che ci ha visto lavorare da casa in una situazione di precarietà tecnologica e psicologica. L'ecosistema domestico è infatti assai più fragile dal punto di vista infrastrutturale di quello aziendale ma sono state soprattutto le vulnerabilità insite nel fattore umano ad essere sfruttate come vie di accesso dalle attività dei criminali informatici. Facendo leva sull'ansia provocat...

Metti al sicuro la tua vita digitale dal social engineering

L'attuale pandemia provocata da Sars Cov 2 ha accentuato le vulnerabilità insite nel fattore umano: siamo più fragili e ansiosi, isolati nelle nostre attività in smart working. Mai come in questo anno siamo stati oggetto di manipolazione attraverso praticamente tutti i mezzi di comunicazione: email, telefono, social media, fake news, teorie del complotto. I criminali informatici lo sanno e per questo sfruttano le tecniche della persuasione per condurci a commettere errori abbassando il nostro livello di consapevolezza del rischio informatico allo scopo di carpire i nostri account, le nostre informazioni, dati personali, informazioni sensibili. Esistono due tipi di criminale informatico. Il primo agisce col metodo della pesca a strascico inviando e-mail di phishing in modo automatizzato, lavorando sulle nostre ansie derivanti dalla pandemia: commercio di dpi, farmaci, cure, test fai da te, prodotti per la sanificazione. Il secondo segue un altro schema e agisce come un pescatore a m...

Cybersecurity e fattore umano

Anche se breve la storia della sicurezza informatica ha già le sue tappe e le sue svolte. Fino a qualche anno fa proponevamo sistemi che si fondavano sulla sicurezza perimetrale, basati essenzialmente su firewall e antivirus. Queste erano anche le best practices imposte dalle misure minime di sicurezza del Codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003) che infatti era una legge che nasceva agli albori degli anni 2000 ereditando la filosofia mainstream degli anni novanta basata essenzialmente sul "fortino". Oggi l'efficacia di questo sistema difensivo non è più quella di un tempo perché questi sistemi non tengono conto della più grossa vulnerabilità dei moderni sistemi informatici: il fattore umano. Ma ripercorriamo brevemente la storia delle principali minacce cyber nel corso degli ultimi 40 anni: anni 70, arrivano i primi hackers chiamati "phreakers" il cui scopo era quello di manomettere gli apparati telefonici per fare chiamate gratis anni 80, arriva il primo...