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The Privacy of Money: l'avvento delle criptovalute



In tutto il mondo i cittadini stanno mostrando insofferenza verso un controllo sempre più sistematico delle istituzioni sui propri flussi finanziari, in base ai quali spesso vengono fatte profilazioni su cui poi si stabilisce l'affidabilità o meno di una certa persona sul piano economico. Anche se il nuovissimo Regolamento Europeo sui dati personali all'art. 22 stabilisce che "L'interessato ha il diritto di non essere sottoposto a una decisione basata unicamente sul trattamento automatizzato, compresa la profilazione, che produca effetti giuridici che lo riguardano o che incida in modo analogo significativamente sulla sua persona" e che quindi un sistema automatizzato NON può prendere delle decisioni in base ai soli dati personali di una persona senza l'intervento umano, appare chiaro a tutti che è assolutamente banale scavalcare questa disposizione semplicemente avallando "umanamente" ciò che viene stabilito dalla macchina. Una delle conseguenze più importanti di questa situazione è l'avvento delle criptovalute. Le criptovalute stanno adesso innescando quella che diventerà la terza rivoluzione di internet, quella "internet of money" o web 3.0 che rivoluzionerà il mondo delle transazioni finanziarie.

Ma cosa sono le criptovalute? Probabilmente avete già sentito parlare di Bitcoin una valuta digitale creata da Natoshi Sakamoto (probabilmente uno pseudonimo) nel 2009 che permette di fare dei pagamenti in forma anonima e irrevocabile. Per questo è stata spesso associata ai traffici illeciti del deep web e a siti illegali come Silkroad oppure ai malware in quanto il riscatto viene chiesto in Bitcoin. Bitcoin si poggia su un sistema che si chiama blockchain, una sorta di libro mastro dove sono annotate tutte le transazioni in chiaro, mentre è invece impossibile risalire al titolare dell'indirizzo della transazione, caratteristica della blockchain è che non può essere modificata ma soltanto aggiornata con nuovi blocchi, ogni transazione è un nuovo blocco nella catena, da cui il nome di blockchain. Il Bitcoin non ha una sua sostanzialità fisica ma è una stringa alfanumerica crittografata generata da un computer, da cui deriva il termine di criptovaluta. Bitcoin ha avuto un grande successo ed è sicuramente la criptovaluta più conosciuta dal grande pubblico, solo nell'ultimo anno il suo valore di mercato è aumentato di 2.000 dollari, ma oggi esistono altre criptovalute alcune delle quali stanno avendo un grande successo.

Questa forte domanda dei cittadini per una privacy delle transazioni finanziarie ha portato negli ultimi anni a progetti che cercano di andare oltre la valuta digitale. E' il caso di Ethereum, una piattaforma informatica in grado di gestire contratti intelligenti utilizzabili dalle applicazioni. Con gli smart tokens è possibile controllare la propagazione dei contratti intelligenti attraverso una rete distribuita peer to peer facendo in modo che, cosa importante, il codice venga sempre sottoposto ad una verifica di integrità in modo che sia praticamente impossibile manometterlo da un soggetto terzo. Ecco quindi la grande importanza di Ethereum in quanto costituirà la piattaforma di sviluppo del mondo delle transazioni finanziarie. La rete distribuita permette che il sistema finanziario sia sempre ridondante fin tanto che esisterà almeno un nodo della rete funzionante, che è il concetto originario per cui era stata creata arpanet negli anni '70 con il progetto del DARPA. Ethereum è stato sviluppato alla fine del 2013 da Vitalik Buterin un ragazzo russo di vent'anni, un classe 94, che ha passato tre anni della sua vita a giocare a World of Warcraft, il progetto organizzato in quattro fasi di sviluppo: Frontier, Homestead, Metropolis, Serenity, ha immediatamente attratto l'interesse del mondo delle grandi imprese per quella che potrebbe diventare la loro blockchain di riferimento per lo sviluppo di applicazioni distribuite a cominciare proprio da Microsoft, inoltre anche la Cina e la Russia hanno interesse in Ethereum per costruire proprie valute digitali da affiancare alle loro valute tradizionali.

Last but not least in questo excursus nel mondo delle criptovalute è Dash. Dash è un altro progetto che merita grande attenzione che ha quello che manca alle criptovalute in genere che sono un po' troppo nerd. Dash su cui è stato fatto un egregio lavoro di marketing è molto pop, è progettata per l'uomo della strada, scarichi il programma lo installi sul pc, crittografi il tutto e in cinque minuti ti sei fatto il tuo ufficio postale personale collegato in rete da cui inviare e ricevere pagamenti immediati. Sembra che il suo fondatore Jamyn Edis volendo un sistema che fosse di facile utilizzo per tutti abbia fatto provare la sua applicazione alla madre, con un alfabetizzazione informatica basica, che non ha avuto alcun problema ad inviare e ricevere pagamenti on-line, allora si è convinto della bontà del progetto. In un prossimo futuro, l'obiettivo di Dash è quello di fornire al posto della lungo indirizzo alfanumerico una vera e propria username per i titolari di un conto Dash. La principale caratteristica di Dash è la sua DAO un acronimo che sta per "Decentralized autonomous organization" organizzazione decentralizzata autonoma, secondo questo principio la rete peer to peer su cui si basa Dash è distribuita su tutti i core wallet che utilizzano il sistema ed è autonoma in quanto non controllata né controllabile. Un'ultima cosa: attenzione, se usate Dash e dimenticate la password avete perso tutti i vostri soldi perché non c'è nessuno che sia in grado di poterla ricostruire.


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